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Semafori illegali. Nei guai il sindaco Trabucchi e i capo della Municipale. T-redfuorilegge, quattro indagati. Illasi - Semaforo rosso per i... semafori.

Al contrario di quanto accade di solito per il passaggio col rosso, stavolta non sono finiti nei guai gli automobilisti. Ma il comandante del consorzio di polizia municipale Unione Comuni Verona Est, Graziano Lovato, il sindaco di Illasi, Giuseppe Trabucchi (che ieri ha respinto le accuse difendendo i T-Red) e i rappresentanti di due ditte private, la Cts di Rovellasca (Como), che si occupa della gestione dei T-red, e Maggioli, azienda incaricata della stampa dei verbali d’infrazione. L’ipotesi formulata dal pubblico ministero Valeria Ardito della Procura di Verona è di falso in atto pubblico. E non solo. Al vaglio del magistrato ci sarebbero anche altre due violazioni su cui gli investigatori stanno facendo accertamenti: truffa e omissione d’atti d’ufficio. Una bufera che ha travolto il Comune d’Illasi e coinvolto altre tre amministrazioni servite dal Consorzio (Mezzane, Colognola ai Colli e Caldiero) che avevano deciso di adottare i semafori intelligenti. Colpa delle centinaia di multe scattate dalle telecamere e inviate agli automobilisti che a loro volta le avevano girate al prefetto, facendo esplodere polemiche anche in consiglio provinciale. Ieri i carabinieri di San Bonifacio hanno sequestrato non solo gli impianti T-Red ai semafori considerati fuorilegge, ma anche documenti, computer e registri conservati nel comando della municipale e in Comune. Numerose le presunte irregolarità riscontrare, a partire dalla durata del giallo, troppo corta, secondo gli inquirenti, rispetto alle tabelle previste dal Ministero dei trasporti su indicazione del Cnr. Insomma, secondo la Procura stavolta, a passare col “rosso” non sarebbero stati gli automobilisti.
Tratto dal giornale Leggo-Cronaca di Verona di venerdì 25 gennaio 2008.
       Riccardo Tagliapietra

Mercoledì 3 ottobre 2007 Colognola. L’ultima seduta è stata disertata. La minoranza lascia il Consiglio «No ai bavagli. Ci negano anche gli spazi così si attenta al pluralismo»

L’ultimo consiglio comunale è stato disertato dalla minoranza che ha organizzato una manifestazione di protesta davanti al municipio, a cui hanno partecipato anche alcuni cittadini. I motivi della rimostranza sono elencati in un comunicato stampa che il gruppo di minoranza Colognola Domani ha diramato. Vi si legge che il sindaco Alberto Martelletto «vuole mettere il bavaglio ai cittadini e ai gruppi politici che lo rappresentano. Un nuovo Testo Unico individua in tutto il Comune un solo spazio (via Nobile) per le manifestazioni di carattere politico».Per l’opposizione il provvedimento «rappresenta un "attentato" al pluralismo» e «l’ultima perla di una serie di decisioni demagogiche. Basta citare la mancata convocazione per oltre un anno dei rappresentanti della minoranza all’interno delle commissioni, la mancata consegna di atti pubblici nei termini previsti e la convocazione dei consiglieri di minoranza a sole 48 ore dal Consiglio comunale a fronte di decisioni importanti, come il Pati».«Oltre a ciò», si chiude il comunicato, «segnaliamo l’indifferenza nei confronti delle problematiche dei cittadini che vivono in zone che richiedono l’attenzione dell’amministrazione: vedi via Venezia».Per il Testo Unico che si sarebbe dovuto approvare in serata, il primo cittadino ha ritenuto opportuno ritirarlo «per venire incontro alle esigenze della minoranza» fatte pervenire per iscritto.«Sarà discusso nel prossimo consiglio con la minoranza perché non si intende impedire niente, ma solo regolamentare l’azione politica. Abbiamo vari regolamenti relativi alla gestione di tutti gli immobili comunali e non ho fatto altro che raggrupparli in un unico testo. Tutti i Comuni individuano dei luoghi pubblici dove fare manifestazioni politiche, mentre nei periodi elettorali c’è un’apposita legge che li definisce».Martelletto aggiunge: «In merito alla concessione dello spazio per la festa del loro movimento, non avevoconcesso di utilizzare l’area attrezzata di Villaggio, ma quella antistante cioè piazza Nobile, anche perché già in passato da parte della minoranza erano stati compiuti degli abusi in termini di occupazione di spazi. Relativamente a via Venezia, sono partiti i lavori di sistemazione del parco avendo finalmente trovato l’accordo con i lottizzanti».
Tratto dal giornale  l'Arena di  Verona.
      M.R.

Verona Est (fonte giornale L'Arena)

Tre consiglieri dell’Unione dei Comuni si fanno portavoce della protesta contro gli impianti intelligenti. Semafori, il giallo del dubbio. Raffica di interrogativi sulla legalità delle apparecchiature e il loro utilizzo.
Bloccano il traffico e fanno multe i semafori intelligenti installati a Cellore, San Zeno di Colognola e Strà di Caldiero, ma non fermano la protesta della gente (già settemila le firme raccolte contro la loro installazione) e l’ondata di interrogativi che pone la nuova strumentazione. Di queste perplessità, ma sul piano politico e istituzionale più che su quello della protesta, si fanno portavoce i consiglieri dell’Unione di Comuni Verona Est che hanno costituito il gruppo misto: Maria Dal Dosso eletta per Colognola, Bruno Burro per Mezzane di Sotto e Alessandro Verzini per Illasi. «Non abbiamo nessuna intenzione di minimizzare i problemi della sicurezza, oggetto anche di campagne di prevenzione europee, né vogliamo strumentalizzare la protesta di quanti hanno sottoscritto l’appello»,premettono i consiglieri, «ma solo far presente che, per come il sistema dei semafori con telecamera è stato congegnato, ha finora ottenuto il solo scopo di aumentare gli incidenti, di creare disagio e malcontento, di trasformare gli agenti di polizia locale in burocrati e di rimpinguare le casse dell’Unione». Nell’interpellanza, presentata a inizio aprile al presidente dell’Unione dei Comuni Roberto Alberti, e per conoscenza ai sindaci di Caldiero, Colognola, Illasi e Mezzane, ma alla quale non c’è stata ancora risposta, i consiglieri chiedono se sia stata ottenuta autorizzazione da Provincia e Regione per la collocazione delle telecamere; perché la ditta incaricata abbia iniziato la rilevazione delle infrazioni prima della determina del responsabile del settore e sia ancora priva di un regolare contratto; se, e a che titolo, pur senza contratto, riceva pagamenti (30 euro a contravvenzione); cosa abbia determinato oltre 2000 infrazioni in due mesi (da novembre a dicembre) quando l’appalto prevedeva un compenso massimo per 6.600 infrazioni in tre anni. Ancora: come si giustifichi l’allungamento dei tempi di esposizione della luce gialla a partire da gennaio e se questo non rappresenti una discriminazione verso quanti nei mesi precedenti sono stati multati; se siano illegittime le contravvenzioni irrogate dall’applicazione delle telecamere (3 ottobre) alla pubblicazione della determina (18 dicembre) e alla firma del contratto, ancora di là da venire, anche se per legge dovrebbe essere firmato entro 60 giorni dall’aggiudicazione della gara di appalto, avvenuta ad agosto.
Tutte domande legittime, con risposte dalle possibili conseguenze catastrofiche per i responsabili del servizio, che potrebbero essere chiamati a rispondere di tasca propria di fronte a decisioni politiche prese senza le necessarie garanzie della regolarità dei procedimenti. Ma le osservazioni di consiglieri Dal Dosso, Burro e Verzini guardano anche agli aspetti amministrativi della faccenda: il bilancio preventivo dell’Unione ha messo in conto 950mila euro di sanzioni grazie ai semafori intelligenti, pensando alla «manna» che c’è stata di 2000 contravvenzioni fra novembre e dicembre. Ma a gennaio, con l’allungamento dei tempi del giallo da 4 a 6 secondi, il numero di sanzioni è crollato a 100. «Abbiamo rilevato che statisticamente le sanzioni incidono in Italia per un importo equivalente a 35 euro per patentato. Nell’Unione dei Comuni, invece, sebbene le telecamere rilevino infrazioni solo su due dei quattro Comuni aderenti, l’importo previsto di 950mila euro inciderebbe sul totale degli abitanti per 45 euro pro capite, non a patentato, ma a residente, considerati pure i lattanti e i nonni ultracentenari che certo non guidano», denunciano i consiglieri del gruppo misto. Alla luce di questo, e dei fatti che di notte quando il pericolo di incidenti è maggiore alcuni semafori siano lampeggianti, che gli incidenti siano aumentati anche se molti non denunciano semplici tamponamenti per evitare aggravio di sanzioni, i consiglieri ritengono che le contravvenzioni siano l’ultima possibile soluzione e non la regola che dovrebbe invece essere quella di «coinvolgere i cittadini in una campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza; informare correttamente sulle modalità di rilevazione delle infrazioni; segnalare la presenza di telecamere con apparecchiature luminose; collocare agenti nei punti e negli orari più critici; realizzare rotonde che consentano una minor congestione del traffico». «Non prendiamo le difese dei trasgressori, ma vogliamo verificare la vera finalità di queste apparecchiature perché, se è giusto che chi sbaglia paghi, è altrettanto giusto e doveroso avere la certezza che chi amministra abbia valutato le scelte che ricadono sui cittadini e sia garante del rispetto del principio di legalità», concludono Dal Dosso, Burro e Verzini.

      Vittorio Zambaldo


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